Anthony S. Fauci
1940 - Present
Anthony Fauci è entrato nella pandemia con una reputazione guadagnata in decenni di lavoro su HIV/AIDS, infezioni emergenti e immunologia. In qualità di direttore del National Institute of Allergy and Infectious Diseases degli Stati Uniti, è diventato uno dei consiglieri scientifici più visibili in un paese in cui i consigli sulla salute pubblica venivano ripetutamente trascinati nell'arena politica. Il suo ruolo non era quello di governare, eppure è diventato, di fatto, un traduttore tra epidemiologia e pubblico.
Ciò che ha definito Fauci durante il COVID-19 è stato il peso di parlare incertezze. Ha dovuto spiegare perché le indicazioni evolvessero man mano che le evidenze cambiavano, perché un virus respiratorio potesse essere sia medicalmente gestibile che socialmente devastante, e perché interventi che sembravano scomodi potessero comunque salvare vite. Questo è un compito difficile in qualsiasi disastro, e in particolare in uno in cui le raccomandazioni scientifiche venivano filtrate attraverso conflitti di parte, amplificazione mediatica e stanchezza pubblica.
Era presente nei momenti di confusione più visibili del paese: dibattiti su mascherine, carenze di test, strategie di riapertura, vaccini e varianti. In quei momenti, rappresentava un metodo scientifico che accetta la revisione senza cedere al relativismo. È stato frequentemente criticato, spesso lodato e talvolta frainteso, ma la sua presenza pubblica lo ha reso un punto di riferimento per milioni di persone che cercavano una spiegazione di cui potessero fidarsi.
L'importanza di Fauci è anche istituzionale. Ha contribuito a personificare il ruolo dell'expertise nella salute pubblica all'interno di un sistema democratico che non era sempre incline ad attendere il consenso degli esperti. La pandemia ha rivelato quanto la governance moderna dipenda dalla fiducia pubblica nelle istituzioni tecniche e quanto rapidamente quella fiducia possa erodersi sotto stress. Fauci è diventato un bersaglio in quel conflitto perché incarnava l'idea che le evidenze dovessero guidare le politiche anche quando queste erano politicamente scomode.
La sua eredità sarà probabilmente misurata meno da un singolo commento che dal fatto più ampio che, durante una crisi di scala senza precedenti, la comunicazione scientifica stessa è diventata un lavoro in prima linea. In questo senso, Fauci non era solo un consigliere per la risposta alla pandemia; era uno dei suoi interpreti.
