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Back to Terremoto dell'Alaska 1964
ScienziatoU.S. Geological SurveyUnited States

George Plafker

1929 - Present

George Plafker divenne una delle voci scientifiche centrali nell'interpretazione del terremoto dell'Alaska del 1964, non perché arrivasse con certezza. Arrivò con abitudini da campo: l'occhio di un geologo per le linee di costa fratturate, le terre inclinate e la forma delle perturbazioni lasciate nel fango e nella roccia. Nei giorni dopo il terremoto, mentre altri cercavano ancora di capire se i modelli di danno fossero casuali o connessi, Plafker e i suoi colleghi iniziarono a mappare la costa e a misurare l'innalzamento e la subsidenza. Quel lavoro sarebbe diventato fondamentale per la comprensione moderna dei terremoti megathrust.

L'importanza di Plafker risiede in parte nella sua moderazione. Non cercò di forzare le prove in spiegazioni più vecchie. Invece, lesse il paesaggio come un documento. Le spiagge sollevate, le terre sommerse e i modelli costieri fratturati gli dissero che qualcosa era accaduto all'interfaccia tra le placche, non semplicemente nella crosta sopra di esse. Quella interpretazione aiutò a collegare il terremoto dell'Alaska alla teoria emergente della tettonica delle placche, un campo che stava ancora maturando nel 1964 e che presto avrebbe trasformato la scienza della Terra.

Il suo ruolo non fu drammatico nel senso cinematografico. Non stava salvando persone dai detriti o parlando a un microfono per dare rassicurazione. Il suo lavoro avvenne in quaderni, mappe, atterraggi in elicottero e conversazioni con altri scienziati che cercavano di capire perché la costa si fosse mossa in quel modo. Eppure, la conseguenza di quel lavoro fu immensa: tradusse il disastro in meccanismo e il meccanismo in avvertimento futuro. Senza quella traduzione, le lezioni dell'Alaska potrebbero essere rimaste locali e parziali.

La biografia di Plafker in questo evento è anche un promemoria che il progresso scientifico dopo una catastrofe è spesso costruito su un lavoro di campo paziente piuttosto che solo su teorie astratte. Preso sul serio la costa fratturata come prova. Questo aiutò a trasformare il terremoto da un ricordo terrificante in uno studio di caso che potesse educare ingegneri, pianificatori e sismologi. In questo senso, il suo contributo appartiene non solo alla scienza ma anche alla sicurezza pubblica.

Nato nel 1929, era un geologo americano la cui carriera divenne strettamente associata agli studi sulle zone di subduzione. Il suo lavoro dopo il terremoto dell'Alaska si colloca tra i più chiari esempi di scienza che emerge direttamente dalla catastrofe, non per estetizzare la sofferenza ma per evitare che le future coste siano altrettanto impreparate.

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