Peter Foley
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Peter Foley è emerso come uno dei leader più visibili della ricerca subacquea australiana per MH370, servendo come coordinatore del complesso sforzo per localizzare l'aereo nell'oceano Indiano meridionale. Il suo lavoro non era glamour e non era speculativo. Era il lavoro disciplinato di restringere un'area di ricerca a partire da indizi che erano indiretti, probabilistici e incredibilmente incompleti. Nella storia dei disastri, investigatori come Foley vengono spesso ricordati solo per aver trovato i resti. Questo è troppo ristretto. La vera misura è la rigorosità con cui hanno perseguito una verità difficile.
Il lavoro di Foley richiedeva di operare al limite di ciò che la tecnologia e la geografia potevano fare. L'area di ricerca si trovava in acque profonde, lontano dalle comodità della risposta a terra, e l'attrezzatura utilizzata doveva funzionare in un ambiente ostile dove la copertura sonar era laboriosa e lenta. È diventato associato al reporting pubblico metodico dell'Australian Transport Safety Bureau, che descriveva la riduzione della zona di ricerca, la razionalità di ciascuna fase e le prove dietro ogni decisione. In un caso circondato da voci, quella trasparenza aveva importanza.
Il significato del suo ruolo risiede anche in ciò che la ricerca non ha prodotto. Non trovare nulla dopo uno sforzo esaustivo non è un fallimento in senso forense quando i parametri di ricerca sono a loro volta vincolati da prove incerte. È, invece, una forma di conoscenza. Il lavoro ha mostrato fino a che punto uno stato moderno può arrivare per recuperare un aereo e ancora essere sconfitto dalla vastità dell'oceano. Il team di Foley ha contribuito a stabilire che la ricerca era guidata dalla scienza piuttosto che dalla sola speranza.
Egli si colloca nella storia di MH370 come rappresentante della disciplina scientifica e ingegneristica che la catastrofe richiede dopo il primo shock. Mentre le famiglie attendevano nomi e detriti, lui e i suoi colleghi traducevano archi satellitari, dati di deriva e informazioni batimetriche in piani operativi. Questa forma di lavoro è spesso invisibile al pubblico, eppure è la ragione per cui il caso ha una base di prove così dettagliata nonostante l'assenza dei resti.
L'eredità di Foley è quindi quella della perseveranza sotto incertezza. Non ha portato chiusura, perché il disastro non lo permetteva. Ma ha incarnato la ricerca attenta e non sensazionalistica del fatto che mantiene credibile l'indagine sull'aviazione anche quando non può essere completa.
