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SopravvissutoQuartermaster, HMHS BritannicUnited Kingdom

Robert Hichens

1882 - 1940

Robert Hichens arrivò sulla Britannic portando con sé un tipo di esperienza marittima che raramente diventa famosa a meno che un disastro non la renda tale. Un nostromo su una grande nave vive di routine: timone, rotta, coordinate, linguaggio di comando, il lavoro costante di mantenere una nave obbediente ai suoi ordini. Quel background lo rese una delle persone a bordo le cui reazioni contavano nei primi minuti dopo l'esplosione della mina, quando la nave era ancora in movimento e l'equipaggio doveva interpretare una crisi più velocemente di quanto l'acqua potesse salire.

Hichens è meglio compreso non come un sopravvissuto celebre, ma come un esempio di come il lavoro su una nave sia distribuito tra ruoli che diventano visibili solo quando falliscono o vengono messi alla prova. I nostromi fanno parte del sistema nervoso di una nave. Traducendo ordini in movimento, aiutano a mantenere la rotta e supportano il ponte in condizioni ordinarie e straordinarie. Sulla Britannic, ciò significava essere all'interno della macchina di comando nel momento esatto in cui la macchina non garantiva più sicurezza.

Il disastro collocò successivamente Hichens nella memoria più ampia del Titanic, che a volte oscura il fatto che la Britannic fosse un evento a sé stante, con le proprie esigenze e i propri soccorsi. Il 21 novembre 1916, ciò che contava non era la fama, ma la competenza in condizioni di rottura. Era tra coloro che dovevano adattarsi a una nave il cui angolo e allagamento rendevano instabile la normale geografia del ponte. Ogni passo diventava una decisione riguardo l'equilibrio, il tempismo e la fuga.

Il destino di Hichens dopo la Britannic è stato spesso intrecciato con l'eredità mista della navigazione dell'era del Titanic, dove i sopravvissuti potevano diventare figure pubbliche loro malgrado. Ma ai fini della storia della Britannic, il suo valore risiede nella prospettiva che rappresenta: il marinaio esperto che sa che una nave non è un'icona, ma un sistema di stazioni, ordini e contingenze. Quando quel sistema si ruppe, il suo ruolo cambiò dal mantenerlo a fuggire dal suo collasso.

Appartiene alla narrazione perché i disastri non riguardano solo capitani e ingegneri. Riguardano anche i membri dell'equipaggio esperti che agiscono sotto pressione mentre la nave stessa diventa irriconoscibile. Hichens ci ricorda che la sopravvivenza dipende spesso da persone i cui nomi sono poi conosciuti solo perché la nave non raggiunse il porto.

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