Disastro della Diga del Vajont
Una montagna era stata tagliata e misurata, il bacino idrico era stato riempito e monitorato, eppure la pendenza scendeva come se la diga non ci fosse affatto—mandando un muro d'acqua sopra il cemento e nelle valli addormentate sottostanti.
Quick Facts
- Period
- 1963 - Present
- Region
- Europe
- Key Figures
- Giovanni Semenza, Lina Meneghel, Mario Bianchi +2 more
Key Figures
Giovanni Semenza
Chief engineer and project engineer
SADE / dam engineering teamGiovanni Semenza occupa un posto difficile nella storia del Vajont: il posto dell'ingegnere che ha lavorato al confine t...
Lina Meneghel
Victim and local schoolteacher
Longarone school communityLina Meneghel può rappresentare molte vittime le cui vite erano ancorate a un lavoro civico ordinario, nel suo caso l'in...
Mario Bianchi
Official investigator and magistrate
Italian judicial inquiry into VajontMario Bianchi, in qualità di investigatore ufficiale e magistrato associato all'inchiesta giudiziaria su Vajont, rappres...
Renzo Rossi
Survivor and local resident
Longarone residentRenzo Rossi rappresenta i sopravvissuti le cui vite sono state divise in un prima e un dopo da una sola notte di ottobre...
Tina Merlin
Official-style reporter and critic of the project
Il Gazzettino; anti-project reporting in northeastern ItalyTina Merlin si erge nella storia del Vajont come uno dei più chiari esempi di cosa significhi avvertire prima che venga ...
The Story
This narrative combines documented history with dramatized scenes for storytelling purposes.
Il Mondo Prima
Molto prima della notte in cui la montagna si mosse, la Val Vajont sembrava un luogo in cui l'ingegneria aveva già vinto. Nella stretta gola a nord di Venezia, ...
I Segnali di Allerta
Il disagio non è emerso tutto in una volta; si è accumulato, stagione dopo stagione, nel linguaggio delle misurazioni, dei rapporti e delle piccole deviazioni c...
Catastrofe
Alle 22:39 del 9 ottobre 1963, la montagna crollò. La frana del Monte Toc precipitò nel bacino idrico con tale forza da spostare quasi istantaneamente un vasto ...
Il Confronto
Dopo il passaggio dell'onda, la prima lotta fu semplicemente quella di raggiungere la valle. Le strade erano state spazzate via o sepolte. Le linee telefoniche ...
Conseguenze e Eredità
Il lungo dopoguerra del Vajont si è svolto nelle aule di tribunale, nelle commissioni, negli uffici e nella memoria, molto tempo dopo che l'alluvione aveva deva...
Timeline
Inizia seriamente il riempimento del bacino idrico
**1957-01** — Il bacino del Vajont si riempie progressivamente man mano che avanza il progetto idroelettrico, portando la pressione dell'acqua a contatto con le pendici instabili del Monte Toc. Questa fase stabilisce la condizione centrale del disastro: un grande lago artificiale imposto su un terreno con una storia di frane antiche.
Il frana della sponda opposta segnala instabilità
**1960-10** — Un frana sul lato opposto della valle dimostra che il bacino idrico sta influenzando il comportamento della pendenza e che il bacino non è geologicamente stabile. L'evento è trattato come un problema tecnico piuttosto che come un avvertimento decisivo, e le operazioni continuano.
Rilevato movimento accelerato della frana
**1963-09-27** — Le strumentazioni e le osservazioni sul campo indicano un rapido movimento del versante del Monte Toc nei giorni precedenti il disastro. Le rilevazioni intensificano le preoccupazioni, ma il bacino idrico rimane in uso e la situazione è gestita come controllabile.
Ultima sera di normalità
**1963-10-09** — I residenti di Longarone, Erto, Casso e nei villaggi vicini seguono le normali routine serali mentre la pendice si avvicina al collasso. Il bacino idrico e la montagna sono già in una pericolosa interazione, ma la maggior parte delle persone sottostanti non sa che il limite è stato raggiunto.
Il movimento franoso del Monte Toc entra nel bacino idrico
**1963-10-09T22:39:00** — Un'enorme frana dal Monte Toc si abbatte nel bacino idrico alle 22:39, spostando l'acqua con una forza straordinaria. La diga rimane in piedi, ma l'onda d'urto viene lanciata verso gli insediamenti sottostanti.
L'onda supera la diga e colpisce Longarone
**1963-10-09T22:40:00** — L'onda d'urto si abbatte sulla diga e lungo la valle del Piave, distruggendo Longarone e i villaggi vicini in pochi minuti. L'evento trasforma un fallimento infrastrutturale di giudizio in un disastro di massa con un numero immediato di vittime.
Le operazioni di ricerca e soccorso iniziano nel buio
**1963-10-10** — I vigili del fuoco, i soldati, i sacerdoti e i sopravvissuti locali entrano nell'area devastata non appena riescono a raggiungerla. I soccorsi sono ostacolati da strade bloccate, comunicazioni interrotte e terreno instabile.
Emergono conteggi provvisori delle vittime
**1963-10-11** — Le autorità e le autorità locali iniziano a compilare elenchi dei morti e dei dispersi, ma i numeri rimangono provvisori poiché i corpi non sono stati recuperati e intere famiglie sono scomparse. L'entità della perdita è ora chiaramente nell'ordine delle migliaia.
L'indagine giudiziaria e tecnica si approfondisce
**1964-01** — Le autorità italiane e gli esperti esaminano il funzionamento del bacino, la storia delle pendenze e gli avvisi che hanno preceduto il disastro. L'inchiesta sposta l'evento da una tragedia immediata a un caso di fallimento istituzionale prevenibile.
La conclusione ufficiale identifica un'onda generata da frana
**1964-12** — L'inchiesta conclude che il disastro è stato causato dal massiccio smottamento nel bacino idrico, e non dal crollo della struttura della diga. Questa scoperta diventa la pietra angolare delle successive lezioni legali e ingegneristiche.
Le condanne e le sentenze seguono
**1967-03** — I procedimenti penali contro i funzionari coinvolti nel progetto portano a condanne che formalizzano la responsabilità per il disastro. Le sentenze non possono invertire la perdita, ma stabiliscono un registro pubblico di colpe.
Memoriale del cinquantesimo anniversario
**2013-10-09** — Le commemorazioni segnano il cinquantesimo anniversario del disastro con cerimonie e riflessioni presso il sito del Vajont e a Longarone. La cultura memoriale sottolinea come il Vajont rimanga un monito vivo in Italia e nella sicurezza delle dighe a livello mondiale.
Sources
- official_reportCommissione parlamentare d'inchiesta sul disastro del Vajont, relazione finale
Italian parliamentary inquiry report; foundational official reconstruction of the causes and responsibility.
- official_reportCourt proceedings and judgments in the Vajont case
Judicial record of criminal responsibility following the disaster.
- scientific_studySemenza, E. and related technical studies on the Vajont landslide
Engineering and geological analyses of slope instability and reservoir-induced movement.
- scientific_studyPetley, David N. and related landslide hazard literature on Vajont
Widely cited modern analysis placing Vajont in the history of catastrophic landslides.
- primary_source_historyMerlin, Tina. Sulla pelle viva: come si costruisce una catastrofe. Il caso Vajont
Journalistic and retrospective account by the reporter who challenged the project.
- scholarly_analysisHewitt, Kenneth. 'Interpretations of calamity from the viewpoint of human ecology' and later Vajont discussions
Academic framing of Vajont as a human-made disaster and an ecology of risk.
- bookDi Francesco, Francesco. Il Vajont e la montagna che cadde
Historical narrative synthesis of the disaster and its aftermath.
- journalismBBC History / documentary coverage on the Vajont Dam disaster
Credible general-audience historical coverage summarizing the event and legacy.
- reference_entryEncyclopaedia Britannica, Vajont Dam disaster entry
Concise factual overview with widely accepted figures and chronology.
- intergovernmental_analysisUnited Nations / landslide disaster case studies referencing Vajont
International hazard literature frequently cites Vajont as a benchmark case.
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